Uno studio di Flurry mette in evidenza come, nel tempo libero, le ore trascorse con un dispositivo portatile in mano abbiano superato quelle passate davanti a internet. I minuti quotidiani “mobili” sono 92, mentre quelli in rete si fermano a 72.
Sempre più connessi e sempre più in mobilità: quando si dice che le abitudini di utilizzo degli utenti si stanno spostando verso le apps mobili si recita una concreta verità. La prova empirica è quella che – vedi gli ultimi aggiornamenti dei principali OS – adesso anche i software per piattaforma fissa fanno il verso alle apps dei telefonini. Ma ora è arrivato anche uno studio a supporto della tesi, che indica concretamente come sia cambiato il modo di vivere la rete degli internauti.
Lo rivela la società di analisi del web Flurry Mobile secondo la quale il computing via mobile sta crescendo a un ritmo quattro volte superiore alla diffusione dei personal computer negli anni ’80 e ’90. Tant’è che in meno di un decennio, le apps mobili hanno già superato per tempo di utilizzo la navigazione web. Così recita il dato riportato da Flurry, secondo il quale gli utenti in media trascorrono 92 minuti al giorno davanti alle loro apps mobili contro i 72 minuti trascorsi (fatte salve le ore di lavoro) davanti al web.
Il principale responsabile di questo ribaltamento, manco a dirlo, sarebbe Facebook nella sua versione per telefonino: il social network di Zuckerberg è di gran lunga l’applicazione più scaricata mettendo insieme i dati dell’Android Market e dell’Apple Store di oltre 100 Paesi e grazie alla diffusione sempre più capillare degli smartphone è riuscito a sovvertire i rapporti di forza con il web.
Quanto alla qualità del tempo trascorso con lo smartphone o il tablet in mano per svago, i numeri di Flurry indicano che, soprattutto, alla gente piace giocare. I giochi da smartphone occupano circa il 50% dei 92 minuti che ogni giorno si trascorrono davanti a uno schermo touch, mentre le attività di social networking conquistano il 30%. News ed intrattenimento staccano rispettivamente 7 e 6 punti percentuali. In più, nelle sessioni monitorate durante lo studio, è stato rilevato che la durata più elevata veniva registrata proprio durante l’utilizzo di giochi o applicazioni social. E il gap tra mobile e web, conclude lo studio, è destinato a crescere ancora in futuro.
Fonte: Nexta










