Pioneers

La storia dell’arte insegna che in ogni periodo storico è esistito un individuo, o un gruppo di individui, che si è drasticamente distaccato dai canoni estetici del tempo e dalle rigide regole delle accademie d’arte. Critica e pubblico hanno spesso gridato allo scandalo lasciando al tempo l’opportunità di riconciliarsi con questi artisti visionari, uomini che hanno ridefinito il gusto di intere società.
Il significato stesso dell’Arte è in continuo mutamento. Esso assume forme e linguaggi opposti, sfumature in perpetuo divenire. Il dibattito su cosa sia realmente un’opera d’arte è ancora acceso e negli ultimi decenni sta coinvolgendo il digitale, portando il confine tra significante e significato a una dimensione sempre più labile e confusa.

Da tempo i nuovi media, inizialmente considerati come un mero supporto, si sono emancipati come forma d’arte autosufficiente conosciuta oggi come New media art, espressione che comprende una vasta eterogeneità di espressioni artistiche che fondano le proprie origini negli esperimenti di arte cinetica di metà ‘800, precursori del cinema.

Tra le molteplici forme di New media art sono incluse la digital art e la virtual art, la computer robotics e la cyborg art. Queste diverse correnti si sono sviluppate a partire dalla fine della prima metà del ‘900 grazie alla sperimentazione di diversi pionieri dell’arte dei new media tra cui

Ben Laposky (1914-2000)
Ben Laposky, matematico e artista americano, è considerato tra i precursori dell’arte elettronica. I suoi primi esperimenti risalgono alla prima metà del ‘900 e vedono l’utilizzo di un oscilloscopio (strumento di misurazione di segnali elettrici) per la realizzazione di disegni astratti che Laposky definì “Composizioni elettriche”.

 

Georg Nees (1926-2016)
Georg Nees è stato tra i primi artisti a cimentarsi nell’ambito della digital art. Oltre al mondo della computer grafica Nees ha esplorato anche le diverse forme di computer sculpture. Nel 1970 alla 35° Biennale di Venezia i suoi lavori erano parte della mostra “Ricerca e progettazione. Proposte per una esposizione sperimentale”.

 

Lillian Schwartz (1927)
Lillian Schwartz è un’artista americana famosa per i suoi lavori di arte computerizzata che nel corso degli anni hanno compreso opere di grafica, video, animazioni, multimedia e realtà virtuale. La sua ricerca artistica è apprezzata a livello internazionale e i suoi contributi in materia di analisi e restauro di opere d’arte riguardano principalmente la pittura rinascimentale italiana come, ad esempio, gli studi inerenti alla costruzione prospettica del Cenacolo di Leonardo.

 

Roman Verostko (1929)
Roman Verostko è un artista americano conosciuto per aver sviluppato un software per la generazione di opere d’arte originali. Il programma creato da Verostko nella seconda metà del ‘900, controlla una macchina plotter dotata di un braccio da disegno che genera composizioni di linee colorate che si intrecciano.

 

Wolf Vostell (1932-1998)
Wolf Vostell è stato un artista tedesco noto per essere stato il primo a includere un televisore all’interno di un’installazione artistica nel 1958. La sua vasta produzione artistica comprende happening, installazioni e opere di video art ed è oggi interamente conservata sotto forma di 25 mila documenti fotografici custoditi all’interno dell’archivio Vostell a Caceres, in Spagna.

 

Manfred Mohr (1938)
Manfred Mohr è considerato un pioniere della computer art. I suoi lavori sono generati a partire da algoritmi che l’artista stesso sviluppa e programma. Nel 1971 espone presso il Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris in una mostra che è conosciuta come la prima esposizione personale all’interno di un museo composta unicamente da opere realizzate da un computer. 

 

Questi sono e sono stati tra i precursori di una nuova forma espressiva che è nata dall’integrazione di mondi apparentemente distanti e che oggi entra a pieno titolo in tutte le istituzioni culturali del mondo. Del resto gli artisti che ribaltano le leggi e i canoni estetici tradizionali sono coloro che lasciano un segno maggiormente profondo, coloro sui quali ci soffermiamo quando sfogliamo le pagine della storia dell’arte.

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Art, Digital