Van Gogh senza Van Gogh

Si può realizzare una mostra d’arte senza esporre alcuna opera d’arte? È possibile far pagare il biglietto di ingresso per un percorso espositivo che non contiene nessun oggetto artistico iangibile nè originale nè riprodotto?

Sì, e non solo è possibile, ma può anche rivelarsi un progetto di successo a livello planetario. L’esposizione “Van Gogh Alive” ne è la prova concreta. Realizzata dalla società australiana Grande Exhibitions e presentata per la prima volta nella primavera del 2011 presso l’ArtScience Museum di Singapore, la mostra ha già toccato 23 città in 12 diversi paesi tra cui Ungheria, Russia, Kazakistan, Cina, Italia, Cile e USA.

Van Gogh Alive è costituita da oltre 3.000 immagini a grande scala e ad alta definizione inerenti alla sfera del pittore olandese che si susseguono sulle superfici che compongono lo spazio espositivo (pareti, soffitti, pavimenti) creando un’esperienza immersiva e multisensoriale dove lo spettatore è circondato dalle proiezioni delle opere di Van Gogh.
Una mostra itinerante da vivere come un’esperienza differente rispetto alle tradizionali mostre temporanee; un espediente, quello del ricorso alla proiezione di immagini computerizzate, che permette a curiosi di tutto il mondo di venire a contatto con l’universo di un grande artista.

 

Sicuramente si tratta di una mostra blockbuster, concepita seguendo logiche di mercato mainstream, realizzata con l’obiettivo di generare grande affluenza e consenso popolare e venduta a spazi pubblici e privati come un pacchetto preconfezionato pronto all’uso, totalmente avulso dal territorio o dall’istituzione ospitante. D’altro canto mostre come Van Gogh Alive, possono avere risvolti positivi evidenti oltre a quelli puramente economici.u

 

Ad esempio, se impiegate con saggezza e parsimonia, queste esposizioni possono risultare un’occasione per attirare fasce di pubblico che difficilmente entrerebbero in musei e gallerie minori, visitatori in cerca di uno svago culturale facilmente accessibile che, una volta varcata la soglia dello spazio espositivo possono essere stimolati a visitare l’intera offerta museale attraverso promozioni o biglietti cumulativi. Oppure è anche possibile integrare il percorso predefinito con eventi e rassegne collaterali pensati appositamente dallo staff museale e legate ai pubblici di riferimento, una soluzione che permette all’istituzione di mantenere il suo ruolo educativo e di ricerca per la società.

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Art, Digital, Reviews