Anselm Kiefer Sette Palazzi Celesti milano - permanente

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Nel settembre 2015 Pirelli HangarBicocca ha aperto al pubblico una nuova installazione site-specific di Anselm Kiefer. Curato da Vicente Todolí, l’allestimento è un ampliamento de I Sette Palazzi Celesti, opera permanente concepita e presentata per Pirelli HangarBicocca nel 2004 da un progetto di Lia Rumma.
Cinque opere pittoriche di grandi dimensioni, prodotte tra il 2009 e il 2013, formano insieme alle sette “torri” – oggi rese percorribili al pubblico – un’unica installazione dal titolo I Sette Palazzi Celesti 2004-2015. Le cinque grandi tele – Jaipur (2009); due opere della serie Cette obscure clarté qui tombe des étoiles (2011); Alchemie (2012); Die deutsche Heilslinie (2012-2013) – sono esposte nello spazio delle “Navate” che accoglie l’installazione permanente, conferendo un nuovo significato al capolavoro di Anselm Kiefer.Esattamente per questo spazio – una navata blu che occupa 7000 metri quadrati del totale dell’hangar di 15.000 – Kiefer ha progettato sette torri monumentali che simboleggiano il mistico esperienza dell’ascesa attraverso i sette livelli di spiritualità. Le torri, che consistono di una “stratificazione” di elementi strutturali in cemento armato e piombo, adottare la “Sezione universale” del contenitore per la spedizione di merci come modulare “Misura”, una caratteristica ricorrente nella produzione e nel simbolo più recenti dell’artista globalizzazione del paesaggio urbano. Kiefer ha sperimentato l’uso di questo “Materiale del nostro tempo” per creare la propria utopia estetica nel suo laboratorio a Barjac, in Francia, dove vive dal 1993. Le torri di Milano hanno visto per la prima volta anche la luce del giorno la forma dei prototipi a Barjac, prima di essere costruita sul posto nell’Hangar Bicocca.

Un progetto imponente e ambizioso, che prevede la produzione di oltre 100 libri di piombo di vari formati e circa 7000 “stelle cadenti” su lastre di vetro, nelle cui realizzazione degli studenti del Diploma di secondo livello, Corso biennale di specializzazione nelle arti visive, all’Accademia di Brera hanno recitato una parte, in diretto contatto con il artista.

Le torri (a cui sono stati assegnati i titoli Falling Stars, Deposit of Stars / Sternenlager, Die Sefiroth, Tzim-Tzum, Shevirat Ha-Kelim, Tiqqun e The Seven Heavenly Palaces) rappresentano i principi metafisici corrispondenti ai vari livelli dell’umano partecipazione al divino. Sono anche associati alle situazioni emotive che caratterizza la vita quotidiana di ogni individuo e che può prestargli ordine e significato. Allineato in tre rami principali – Forza, Compassione, Amore – SEPHIROTH costituiscono i tre sentieri che si aprono davanti all’umanità e che insieme formano l’albero di vita. L’albero della vita è il piano per la creazione del mondo, che ha reso possibile anime da assumere in forma corporea. Ma è anche la direzione opposta, quella dell’ascesa, attraverso che l’intera creazione è riunita con l’una. Questo percorso è rappresentato da “Jacob’s scala “, che si trova sulla terra e raggiunge tutta la strada verso il cielo.

 

http://www.hangarbicocca.org/