Moira Ricci Lookaftering Shkodër dal 23/02/2018 – al 01/06/2018

Moira-Ricci-Lookaftering (1)

 

“The meaning of “Lookaftering” as an act of caring, somehow evoked in absence, contemplates the unusual correlation between the gaze and time in a continuity given by the “-ing” suffix which extracts this word from the context of the vocabulary and seems to keep flowing a past that by definition, does not exist anymore. We are dealing with a made-up word and a condition where, from a potential gaze stuck in time, derives a potential past that remains open and possible.

 

Quasi come il greco
concezione, che secondo Roland Barthes, “entrò in Death backward: cosa loro avevano davanti a loro il loro passato “. Da una prospettiva simile, dove corrisponde l’atmosfera di “un altro tempo” quella di un tempo “alterato”, la mostra di Moira Ricci porta al Museo Marubi due opere legate alla sua vita privata. L’artista torna alle immagini della sua madreindirect coautore delle storie che ci raccontano – in un discreto protagonismo, mantenendo un dialogo quasi ossessivo e impossibile con loro. Dal linguaggio della fotografia al video, l’artista è in sospeso tra un tempo che scorre e torna indietro e un altro tempo che è definitivamente bloccato. In ogni lavoro, contesti, ambienti e situazioni costruiscono una galleria di immagini dove Moira non ha presente o dove assiste attraverso il punto di vista di qualcun altro. In caso di il video, questo è fatto dalle registrazioni della madre che la seguiva in ballo spettacoli o competizione. Qui Moira torna alle sue coreografie e a lei relazione di vecchia data con la danza. Lei ci mostra una storia che è stata sincronizzato con l’ottimismo promiscuo e sfrenato di uno dei colonne sonore del film “Flashdance”. Lontano dall’euforia del compiuto sogno del personaggio principale, qui l’aspirazione dell’artista è molto più in un dialogo con la sua nostalgia, che può essere percepita anche in alcuni suoni distorti del VHS cassetta che interferisce leggermente con la proiezione. Accanto a queste immagini abbiamo la serie fotografica “20.12.53 – 10.08.04″ dove il il dialogo tra gli sguardi è invertito. Ora troviamo l’artista che sta affrontando il evento drammatico della morte di sua madre, cercando di inseguire e avvicinarsi a lei nel solo posto possibile: le vecchie fotografie di famiglia in cui lei letteralmente entra. Diventare parte di essi, ha bisogno di esibirsi, di fare autoritratti, di trovare l’immagine giusta e posto; indossare abiti e costumi di diversi periodi di tempo; analizzare le situazioni e texture fotografiche; per abbinare la corretta illuminazione o la temperatura del colore e a volte anche aspettare la stagione adatta per le riprese … Lo stadio finale è una serie di fotografie manipolate dove l’artista stimola come vero e reale, un’illusione curata di una presenza poeticamente e volutamente camuffata solo dalla sua malinconica vigilanza e l’isolamento da un tempo che sembra continuare a scorrere in ogni fotografia, ma non in lei.”

 

MARUBI MUSEUM SHKODRA
Rruga: Kolë Idromeno 3,  Shkodër
dal 23/02/2018 – al 01/06/2018
Curatore: Lek M. Gjeloshi