11 MAG   Scuola dei beni e delle attività culturali e del turismo

 

 

Nell’ottobre 2018 partirà il primo biennio della nuova Scuola dei beni e delle attività culturali e del turismo, promossa da Dario Franceschini (ex Ministro del Turismo), presieduta da Marco Cammelli (docente di diritto amministrativo) e diretta da Maria Luisa Catoni (archeologa e storica dell’arte antica). Tra i membri del consiglio scientifico, Christian Greco e Vincenzo Trione, professionisti impegnati da anni nello studio e nella gestione del patrimonio culturale.

La sede sarà la Biblioteca Nazionale di Roma a Castro Pretorio.

 

La Scuola è aperta a chi possiede un diploma universitario di terzo livello (scuola di specializzazione o dottorato di ricerca). Il primo anno del biennio sarà di studio, il secondo di tutoraggio in un ente scelto dallo studente. Tutti gli allievi arricchiranno il loro bagaglio con competenze trasversali (economiche e manageriali, storiche, giuridiche e amministrative, geologiche, ambientali e di conservazioni del territorio, curatoriali e museologiche, di comunicazione, matematico-applicative e tecnologiche). Ognuno potrà poi scegliere tra i seguenti moduli specialistici: gestione della tutela del patrimonio; data management, archivi; data management, biblioteche; gestione musei e poli museali; sviluppo territoriale e arte contemporanea; politiche del turismo.

 

Sono solo 18 i posti disponibili, ma le domande di ammissione sono state 400 (296 donne e 104 uomini). Questi numeri sono significativi e rivelano la voglia dei giovani di scommettere su questo settore: le domande per dottorati di questo tipo sono in media 50-100. La commissione di selezione si è insediata il 6 aprile e terminerà le procedure in luglio.

 

Obiettivo della Scuola è formare professionalità innovative per favorire lo sviluppo di risorse umane, ricerca, conoscenza e innovazione nei settori del patrimonio culturale e del turismo in campo nazionale e internazionale.

 

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concorsi, Cultura